Americani italiani e le Serre calabresi

11 maggio, viaggio on the road stavolta. Come consuetudine gli amici della Stiltour mi hanno affiancato in questa tappa calabrese alla scoperta del Mediterraneo e delle sue culture.
Splendida giornata di sole in un maggio che in queste terre è già colorato dalle infiorescenze di primavera; rigogliosa e fremente di esplodere in profumi inebrianti.
Si parte alle 9.00 da Monasterace Superiore, piccolo borgo medioevale che ospita alcuni amici di nazionalità statunitense che si occupano di espressioni artistiche in loco con un progetto intitolato “lo studio dei Nipoti”, ovvero una residenza artistica.

Alida è una delle organizzatrici del progetto artistico, lei è istriana di origine e vive a Firenze, in orario mi raggiunge in Piazza celestino Placanica è accompagnata da Marisa e da Joseph, entrambi di New York. Qui mi improvviso Cicerone, e con le raccomandazioni della Stiltour e con un macchinone stile americano a 7 posti partiamo alla scoperta delle Serre calabresi.

Siamo ansiosi di intraprendere questo viaggio e ci immettiamo nella Statale 110 che attraversa in cuore dell’area bizantina e Magnogreca della Vallata dello Stilaro. Rocco Papaleo!!! Mi dico… ma riuscirò ad esprimere le gesta di un popolo che inizia la sua storia proprio a Monasterace già antica Kaulon sorta nel 700 a.C. ??? Sarà che Alida è entusiasta del viaggio e nel tradurre in inglese ci mette credo anche qualcosa di suo, e che i due americani sono pieni di immaginazione mi rendo conto di fare bella impressione e di apparire come un profondo conoscitore di luoghi e posti!!!
Dopo quindi una relazione di storia Magnogreca, arriviamo a Stilo, storicamente è la continuazione in epoca bizantina del popolo residente, che per via delle incursioni turche e la nuova era bizantina si sono stabiliti in queste terre di mezzo, a 300 metri di altezza tra il mare ed i monti della Calabria. Gli faccio conoscere “La Cattolica”, splendida chiesa dell’anno 1000, unica in Italia e in occidente per architettura, realizzata parzialmente con i resti del tempio greco di Kaulon. Li informo del Monastero di san Giovanni Therestis a Bivongi, con i monaci ortodossi del Monte Athos, appena fuori rotta, ma da visitare in un secondo momento con un altro viaggio da organizzare ad hoc con il supporto dei nostri amici della Stiltour.
Sono già le 10.00, siamo ancora a Stilo, ci accomodiamo in piazzetta posizione panoramica. La barista insiste nel proporci un gelato al bergamotto, ed i souvenir esposti mi danno le indicazioni per raccontare la storia di Stilo, e della vallata con le miniere di argento per le monete di kaulon, la prima a coniarle, la statua di Tommaso Campanella e le visioni della Città del Sole, il medioevo ed i templari, il castello, il Palio di Ribusa.
Alle 10.30 ripartiamo, sempre in direzione Serre Calabre, territorio di Stilo, fino alle alture, 1200 metri dal livello del mare, qui, le acque della Mangiatorella e la residenza estiva di Federico II di Borbone, in sintesi la storia del Regno delle Due Sicilie, momenti in cui queste terre erano il cuore di un regno, terzo nel mondo per potenza economica e cultura che decade con l’annessione all’Italia, trasferendo uomini e fabbriche al nord Italia.
Superato il valico, fatte le foto, e le mille fermate per lai fiori di montagna, il rudere, la casupola dell’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale, arriviamo a Mongiana. In questa località delle Serre calabre possiamo visitare Villa Vittoria.
Villa Vittoria, ospita il centro polifunzionale del Corpo Forestale dello Stato, costituisce un prezioso punto di riferimento, per il turismo montano, per le visite didattiche e per gli stage legati ai problemi ecologici ed ambientali. All’interno sono stati realizzati numerosi percorsi naturalistici.
Questo viaggio “on the road” è una serie continua di emozioni visive ed olfattive, ci permane un senso di generale benessere per l’ aria di montagna la cortesia della gente del posto ma ci raggiunge un certo appetito alimentato da suggerimenti sui funghi del posto e i prodotti caserecci tipici. Facciamo conoscenza con tutto ciò in una trattoria con tavoli all’aperto sul lungofiume di Serra San Bruno. Tagliatelle ai funghi e bistecca di manzo, formaggi vino locale e Tartufo di Pizzo Calabro, un gelato di cui tutti ne siamo rimasti entusiasti.
I fotografi del tour sono Marisa e Joseph, cliccano scatti su tutto, a Serra San Bruno visitiamo la Certosa, Il Museo della Certosa, ìl laghetto delle preghiere di San Bruno, siamo nel cuore della giornata, il sole splende ma si sta freschini tra gli alberi e le alture di Serra san Bruno, qualche momento di relax post pranzo.
Alle 14.30 ripartiamo. Trovo qualcosa che mi accomuna agli americani. Nei dintorni abita un amico mio, Rocco, tanto per cambiare, Rocco Vallelonga, un tipo fisicamente, “tipo” Kit Carson di Tex Willer, coincidenza detto “Sceriffo” più o meno come Kit e Tex (Italiani-americani anche loro!!!). Lui (Rocco) vive a Nardodipace e per hobby fa l’artista, una buona occasione di far conoscere ai miei compagni di viaggio un’espressione artistica locale. Rocco ci accoglie a casa sua, pelle di canguro sulle sedie, monili vari a testimonianza dei suoi viaggi e 5 bicchieri di vino da consumare, dice Marisa guardandoci negli occhi. Rocco l’artista calabrese, si esprime in inglese, un inglese diverso dagli americani, australiano maccheronico, ma sufficiente per intendersi e perdersi in discussioni e opinioni, valutazioni artistiche con i quadri esposti nella abitazione e dipinti da Rocco Vallelonga.
Mi sento piccolino ed estraniato, il non conoscere l’inglese mi allontana, mi sforzo di capire qualcosa, ma carpisco solo il tema della discussione!!!! Meno male che poi soddisfatta la curiosità sull’artista Rocco Vallelonga, riprendo il mio ruolo da Cicerone e dopo aver salutato Rocco, ci incamminiamo per le “Pietre megalitiche di Nardodipace”, struttura alla periferia del paese composta da enormi pietre incastonate una sull’altra a piramide e realizzata migliaia di anni fa. Posto già visitato tempo addietro e di cui lungamente discusso nell’altro mi diario di viaggio “I Re del mare”.
Il passaggio per Nardodipace, partendo da Serra San Bruno indica la fase di rientro per Monasterace, siamo intorno alle 16.30 e dopo i megaliti attraversiamo Nardodipace vecchio in paese quasi fantasma, 5 abitanti in tutto, abbandonato dopo il terremoto del 1700 che flagellò la Calabria. Il tour comunque continua, Nardodipace vecchio, la vallata dell’Allaro, Ursini e i panorami mozzafiato, i piccoli borghi di San Nicola di Caulonia e L’Eremo di Sant’Ilarione, immerso nella natura, sul lungofiume, luogo di pace e preghiera gestito da Padre John.
Siamo nei pressi di Caulonia, il paese del “caracolo”, rito della Pasqua, delle espressioni artistiche bizantine, della cultura del baco da seta e delle tradizioni del Kaulonia Tarantella Festival. Da Caulonia un vista panoramica alla località di Madonna dello Scoglio, che era in piena attività religiosa con l’anniversario dell’apparizione della Madonna, una marea infinita di fedeli in preghiera con Fratel Cosimo. Tanta fede e code chilometriche di automobili, camper e pullman fino alla Marina, ovvero la SS 106 che ci riconduce a Monasterace.
Ore 19.30, felici ed appagati dei tanti posti visti e tanta storia narrata, io, Alida, Marisa, Joseph per chiudere la giornata ci siamo ritrovati a i piedi di una scalinata in Portella a Monasterace Superiore a sbucciare fave fresche per accennare ad una cena al momento e per il pranzo di domani (12 maggio), ma elemento di cena tra le più buone con pancetta intera da affettare. pane e vino casereccio e fave fresche crude appena snocciolate. Questo è tutto, un abbraccio da Rocco Papaleo. Se volete fare altrettanto www.stiltour.it viaggi per il cuore e la mente.

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