Carunchio, ventricina e l’abruzzo

Agosto, solleone, tutti al mare!!!
E’ così che mi uniformo a detti e suggerimenti, sono al mare a mollo tra le rive dello Jonio, mare “profondo” e abbastanza fresco come giusto refrigerio per il caldo dell’estate. Tuttavia, alcune importanti occasioni di viaggio sono sempre in agguato. Con Alida, cara amica fiorentina, meglio che abita a Firenze, ma istriana di origine, ci capita l’occasione di spostarsi, un giro fuori porta allungato, la nostra meta è Carunchio, località abruzzese che raccomando a tutti di visitare.

Mi collego su www.stiltour.it e Jessicaaaaa cara sempre al lavoro tu?!! Preparami l’occorrente per visitare stò posto tanto carino!!

A Carunchio ci arrivo al mattino intorno alle 8.00, dopo un viaggio sulla SS 106 Jonica e qualche centinaio di chilometri della A14. Carunchio, mi spiegano al Bar di Largo Taverna, è il toponimo del latino “carunca”, ossia, carro a due ruote, tra un cornetto ed un latte di mandorle, apprendo anche qualche nozione storica che inizia intorno al 1500. In verità qual cosina la conoscevo già tramite i suggerimenti della Stiltour, ma sentir parlare la gente è una delle cose che mi piace di più nella vita. “Il campanile si alza tra le vecchie case” dice Giorgio, uno dei 700 abitanti, esso devoto a San Vincenzo, gli amici attorno a sant’Antonio, si festeggiano uno il 18 agosto, l’altro il giorno dopo il 19.

A saperlo prima  mi sarei organizzato per il 18 e 19… ma a Carunchio ci dovevamo essere all’inizio del mese, bene, vuol dire che alla pubblicazione di questo brano su Rocco Papaleo . com sarà di buona promozione per un borgo tra il più belli che io abbia visto. Alle 12.00 abbiamo appuntamento io ed Alida con Barbarella, ci deve consegnare del tartufo bianco del posto da regalare, una prelibatezza per il quale (per me) vale la pena fare svariati chilometri, e poi c’è di mezzo la panza… scusate se le motivazioni son poche. A parte il tartufo, ma mi aspettavo e così è stato che Barbarella ci facesse assaporare della ventricina, un salame molto particolare arricchito con aromi e spezie, gli acquisti li abbiamo fatti a “La Genuina”. Alle 13.00 eravamo a pranzo in una trattoria del borgo con un menù a base di lasagne fatte in casa, tagliatelle al tartufi, polpette, cacio, agnello paesano e naturalmente un’ottima ventricina.

Il primo pomeriggio è di relax con Barbarella conosciamo il territorio con i boschi dove si raccolgono eccellenti funghi e sono custodi di un’antica civiltà contadina che si sovrappone a insediamenti italici, romani e poi medioevali di cui c’è traccia ovunque attorno.

Con Jessica della Stiltour, incredula del fatto che io sia in vacanza e parto per una vacanza nella vacanza, abbiamo trovato posto all’Hotel Vittoria e rimaniamo fino al 10 agosto, giorno della sagra della Ventricina.

Intanto che scrivo vi dico che nei prossimi giorni oltre al mangiare sano, abbiamo da visitare i templi italici di Schiavi d’Abruzzo, il teatro Sannico di Pietrabbondante che ho visitato e pubblicato nel sito tempo fa, ma ci porto Alida, Il Santuario di Santa Maria del Canneto.

 Mi aspettano giorni di aria fresca, passeggiate e anche una pescata nel fiume Tigno. Tutto organizzato… Jessica sei grande!!

A presto, Messere Rocco Papaleo da Carunchio

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