La buca del Re

Amo il meridione, amo la mia terra, amo la semplicità che ritrovo nelle persone e nelle cose. Oggi è sempre più difficile ostentare genuinità, tuttavia non è impossibile, cavolo viviamo nel mondo globalizzato, ipertecnologico, siamo accomunati e più vicini… per questo non ci verrà difficile organizzare un salto in Calabria, per la precisione a Stilo in provincia di Reggio Calabria.

Una cittadina fantastica, borgo tra i più belli d’Italia e no lo dico solo io, già lo affermava Tommaso Campanella nel 1600 scrivendo della sua “Città del Sole”, poi oggi è annoverarto in molte guide turistiche e sopratuuto è menzionato dalla Stiltour di Monasterace che anche stavolta mi ha indirizzato verso un’esperienza a conferma della mia propenzione alla ricerca della genuinità.

A Stilo, tutto ciò lo ritrovo ovunque… nel sorriso e gioia delle persone, nell’autenticità del posto e dei frutti di una terra a misura d’uomo e… sopratutto il genuino nel mangiare.

He, lo so, alla fine Rocco Papaleo va a parare sempre lì direte voi!!!

Bhe non vi sbagliate! Ma andiamo con ordine (doveroso dirlo, ma mi rendo conto che l’ordine non è il mio forte, cazzo Rocco mettici un pò d’impegno, chi legge si confonde)!

Sono stato invitato come ospite da una scrittrice per la presentazione di un libro appunto a Stilo. Conosco queste zone, ci sono già stato, ma chiamo Jessica della Stiltour e faccio presente questa mia intenzione ad essere presente all’evento. Programmata la sezione evento, raggiungo Stilo con la mia Peugeout 205 del 1989… grigio metallizzato, prima produzione con alzavetri elettrici.. genuina anche questa!! Gli faccio… JE… Ma finito l’evento come soddisfo la mia voglia di conoscere e di rinnovare l’amore per il meridione?  Rocco… stai tranquillo… ti faccio visitare un gioiello di città e ti faccio mangiare da re!!

Minchia… ho pensato, solo pensato… bene, vedi che vengo con Sandro!

Sandro è un’amicone di 2 metri d’altezza con barba poco folta e sempre a punto, tipo freddoloso… in estate ha scirpetta di lino color verde o marrone e camicia a maniche lunghe… scarpe da ballerino di tiptap e zainetto sulla spalla.

Sandro recita a livello professionale.. ci tiene alla voce, all’immagine ed è una buona forchetta.

Tutti e due senza aria climatizzata, non compresa nella 205, per la gioia di Sandro partiamo per Stilo… La raggiungiamo dopo aver attraversato il litorale calabrese jonico attraverso la SS 106, per quanto lunga è bella. poi 12 chilometri di tornanti da Monasterace fino a raggiungere la Vallata Bizantina dello Stilaro e appunto Stilo, a 350 metri di altezza. Sto divagando, scrivo come penso… ma seguitemi.

La Cattolica, il convento dei monaci ortodossi con i monaci dentro, la chiesa di San Domenico, il borgo cittadino del 1600, la via in pietra del centro e…. la buca del Re!!

E’ qui che volevo arrivare…  ma non potevo parlare solo di un ristorante… anzi un’atica taverna scavata nella roccia! Rustica all’estremo, due salette per max 50 persone, panorama dalle piccole finestre mozzafiato… ed una cucina da Re, genuina, locale e preparata con garbo e stile dalla signora Teresa.

Il proprietario Pino, sposo della Teresa, si diletta a cantare ed intrattenere gli ospiti, non ha bisogno di amplificazione, suona pure la fisarmonica. Pino appunto, inoltre è la genuinità in persona, saldamente legato alle tradizioni sceglie personalmente da intenditore unico tutti gli ingredienti che andrete a degustare.. non esiste la certificazione di Km zero come dimostrazione, alla buca de re, doverosamente prodotti locali.

No so se sono più entusiastato della bontà culinaria o dall’ambiente in cui ho consumato il pranzo, ma vi assicuro che di Stilo e della sua Buca del Re, rimane un’appuntamento periodico per me e Sandro, che nel frattempo ha sciolto la sua sciarpa… non so se per accompagnare Pino nei suoi recital calabresi o per effetto del buon vino Bivongi servito a fiumi!

JEEEEE ( sta per Jessica) non mi sono dimnenticato!!!

0964 732888

Prenotatevi alla genuinità!!

Saluti e abbracci dal vostro Rocco Papaleo, viaggiatore con panoramiche meridionali!

 

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