Le gemme arancioni del Pollino

Novembre non è generalmente il mese migliore per una uscita vacanziera, ma io sono single e persona molto curiosa, per cui non appena trovo occasione si parte!!!
Incastonate nel Parco del Pollino ci sono due gemme, Morano Calabro e Civita. Ambiente, cultura e bellezza da Bandiera Arancione, il prestigioso riconoscimento del Touring Club Italiano.

Morano, dove il vessillo sventola oramai da più anni, fa parte dell’esclusivo club dei borghi più belli di?italia ed è Città d’arte della Regione Calabria. La cittadina si staglia su un colle a circa 700 metri di altitudine e ha come sfondo naturale il versante calabrese del massiccio del Pollino, le vette del Dolcedorme e della Serra del Prete. L’abitato è un suggestivo affaccio panoramico sull’ampia valle del fiume Coscile.
Un dedalo di viuzze si inerpica nell’antichissimo centro storico, che presenta tracce risalenti al periodo magnogreco, fino a ragggiungere il castello normanno-svevo del XII-XIII secolo. Recentemente restaurato, il maniero è dotato di un accattivante impianto di illuminazione.
Il borgo antico di Morano è uno dei più grandi  e affascinanti della regione Calabria e offre dei tesori da scoprire: il polittic del veneto Bartolomro Vivarini, pregevole opera datata 1477, temporaneamente custodita nella chiesa della Maddalena. Oppure 4 statue di Pietro Bernini, padre del più celebre Gianlorenzo, che si trovano nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, fondata nel 1007, un vero e prorpio ricettacolo di cultura, storia ed arte.
Molto ricco anche il cartellone degli eventi organizzati a Morano. A MAggio è ormai una tradizione consolidata la Festa della bandiera, rievocazione in costume di una antica battaglia collocata tra il nono e l’undicesimo secolo, combattuta e vinta dai moranesi contro i saraceni.
La bella stagione è invece animata da una serie di tornei sportivi e dall’Estae moranese, che ha il momento clou nelle serate di jazz e blues.

Da Morano Calabro, la vicina Civita si raggiunge attraverso paesaggi mozzafiato. Centro italo-albanese si fregia per la prima volta della bandiera arancione nel 2010, Civita è un piccolo scrigno di natura, tradizione e mistero. Il paese sorge a 450 metri di altezza, in una piccola valle alle falde del Pollinoa cui fanno da corona il Monte Raza RReza (in arberesh, falda di monte) e la montagna di Cernostasi. Il panorama che si offre ai visitatori lascia senza respiro: dal piano del Magazzeno la vista spazia sulla Piana di Sibari fino al Golfo di Tatanto. L’occhio e catturato dalla leggendario Ponte del Diavolo e dalle Gole del Raganello, il canyon più soettacolare d’Italia.
L’identità italo-albanese a Civita è ancora molto forete e ben rappresentatata nel Museo etnico arberesh. Un’identità che permea le Vallje –  valle corale in costume  tradizionale che carattericca i riti della Pasqua cattolica di rito greco-bizantino –  ei i Kaminezit e majt – grandi falò che si preparano in diversi punti del paese nei primi giorni di maggio per ricordare l’arrivo degli albanesi.
D’obbligo infine una tappa all’Ecomuseo dell’antica filanda storica. Saluti da Rocco Papaleo

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