Caru cumpari “Roccu” vi vegnu a diri, ca nù biccheri i vinu vi voghjiu offriri, tradotto per gli sfortunati che non frequentano la Calabria…. “Caro compare vi vengo a dire , che un bicchier di vino vi voglio offrire”. Naturalmente Roccu è stato aggiunto dal cantore in mio onore, Rocco Papaleo, comunque.. inizio cantando una famosa canzone calabrese intrisa di orgoglio e saggezza. Lo sanno bene i calabresi ed i reggini (Area metropolitana di Reggio Calabria) quanto sia essenziale un bicchiere di vino, quanto culturalmente vino e Calabria siano legate. Questo ennesimo viaggio nella Calabria mi necessita! Via lo stress, via qualche anno dalle spalle. Viaggio ringiovanente è!!! Come mi rammenta l’amico e cumpari Turuzzu. Ecco le mie tappe che in poco tempo mi faranno essere più giovane.

I VINI REGGINI, TRA FASTI ANTICHI E NUOVE CONFERME

Greco di Bianco, passito

Le prime testimonianze della vitivinicoltura della moderna Area metropolitana di Reggio Calabria risalgono alla colonizzazione greca (VII secolo a.C.). L’antica Rhégion, come era chiamata la colonia greca di Reggio Calabria, era detta anche «Enotria», terra del vino, con una viticoltura caratterizzata dal «palo che sostiene la vite» (dal greco oinótron), ed è sempre stata territorio adatto alla produzione di uve e di vini. A Bianco, cittadina del versante jonico reggino si produce il vino più antico al mondo, “Il Greco di Bianco”, Bivongi è il borgo della longevità, vi si produce il vino Bivongi doc. e pare proprio che il 10% della popolazione centenaria si alimenti con questo vino autoctono.

PARCO DELL’ASPROMONTE UNO SCRIGNO PIENO DI TESORI E SAPORI

L’Aspromonte – piccola polemica…, dal greco Monte Bianco, cuore pulsante della Calabria, intriso di storie, culture e tradizioni, suggestivo e famoso per la sua «aspra» morfologia – come vogliono identificare la Calabria – con i suoi borghi che si confondono con le montagne, le fiumare, le cascate e i sentieri e con i suoi lussureggianti boschi di faggio, pino nero, abete bianco, leccio e castagno che si alternano alla macchia mediterranea, il Parco Nazionale dell’Aspromonte affascina e stupisce. «L’identità del Parco nei prodotti identitari» è il nome del progetto che coinvolge il Parco Nazionale dell’Aspromonte e che ha come scopo l’individuazione e il censimento dei prodotti «identitari» agricoli, agroalimentari e artigianali di questo vasto territorio costituito da 37 Comuni e che si estende sia sul versante tirrenico che su quello ionico della Area metropolitana di Reggio Calabria.

RICCA, BUONA E BELLA L’AREA METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA

Mangiare e bere bene
Niente che possa trovarsi nei grandi magazzini d’Italia e del mondo, lì ci arrivano solo delle copie fatte male, l’artigianato calabrese non può sopperire alla richiesta di bontà riconosciute nel mondo intero. Per la promozione della ruralità e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di questo territorio ci pensa la AICAL di Monasterace, le sue azioni sono rivolte la bergamotto, all’olio di oliva – l’olio dei giganti, alla ricchezza enologica del Reggino.

 

GRECANICA, I SAPORI DALL’ANTICHITA’

In lingua Greca si dialoga a Gallicianò

«Kalòs ìrtete sto chòra tis cultura grèka a tis Kalavrìa» vuole dire «Benvenuto nella capitale della cultura greca di Calabria»: non è raro sentirsi salutare così quando ci si trova nella «grecanica di Calabria», la zona dello Ionio reggino nella quale sono ancora vive antichissime tradizioni di origine greca e dove ancora si parla il greco antico, area grecofona.

Sono piccoli borghi ellenofoni, spesso abbarbicati sulla roccia, dove la doppia lingua, italiana e greca, e usi e costumi si sono fortunatamente conservati a causa di un isolamento fisico e logistico oltre che culturale che si è protratto fino agli anni 60.

Dunque un’area s/fortunatamente resa marginale dove regna il giallo della ginestra e del bergamotto, ove i pastori e gli amanti del trekking continuano a presidiare un territorio a tratti brullo, a tratti selvaggio per i suoi fitti boschi, ove la calda luce pomeridiana accentua l’antica luminosità dei cosiddetti ghost country, i paesi fantasma che dalle sponde delle bianche e ampie fiumare, i caratteristici torrenti dal largo e ciottoloso letto, si portano fino all’Aspromonte.

Una vacanza mediamente lunga o breve, 15 giorni da dedicarsi alla Area metropolitana di Reggio Calabria, ti restituisce buoni anni di vita, respirando aria calabrese da confezionare ed esportare, mangiando bene e soprattutto bevendo bene. La Stiltour che si occupa dei viaggi e spostamenti di Rocco Papaleo, anche nel 2017 e 2018 può organizzarvi una permanenza INNOVAGE. Informatevi allo 0964732888 http://www.stiltour.it

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