Il viaggio perpetuo

 Questa volta è un viaggio nell’immaginario…  un viaggio che ricomincia sempre da capo, un viaggio dove c’è sempre qualcuno da incontrare, conoscere, ascoltare, amare.
Esplorando i paesaggi della mia memoria si attraversano paesaggi di neve, praterie, lunghe spiagge e campi con i canti di festosi persone semplici, e poi squarci di dialoghi di gente felice, aperta e narratrice. Un viaggio in cui mi ascolto, ascolto la mia voce che si scopre pian piano diversi canali per esprimersi in una infinita gamma di suoni accenni di domande. Sono pago di tutto ciò, mi domando… “Rocco Papaleo, tu ami tutto questo!”
Io vivo questo corso ripetuto della mia esistenza come un  un gioco, e quando si presenta segna un momento di vita importante! apre un momento cadenzato, segna un ritmo periodico, come uno sfogo ad una saturazione, una valvola che si apre per abbassare una pressione insostenibile e determina una fuga da tutto ciò che mi circonda, tutto ciò che amo, ma che evidentemente no basta. Sento il bisogno di contatto, confronto, di legarmi, infettarmi tra la gente e la natura. Così tra viaggio immaginario o reale giudico me stesso, la mia voce emette sentenze e mi guida inconsciamente per intraprendere un viaggio in libertà, seguendola fino ad ascoltare la meraviglia che ci portiamo dentro.

Saluti da Rocco Papaleo

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