Nell’area Bizantina dello Stilaro a Pasqua

Recentemente sono ritornato a Stilo, in Calabria a trovare l’amico Peppintoni, ci sono stato per Pasqua, quella cristiana romana che si è festeggiata l’8 Aprile. In questa zona hanno una Pasqua doppia, si, perchè è una area a vocazione religiosa praticamente da sempre. Le antiche tradizioni bizantine nello stilaro sono sempre vive qui si festeggia anche la Pasqua Ortodossa che di solito cade una settimana dopo quella cristiana.
Peppintoni, ha insistito affinchè rimanessi per tale periodo, ma altri impegni mi portavano altrove. Conoscendo l’ospitalità calabrese mi sono dato appuntamento per l’anno prossimo, e possibilmente per la prossima estate, in Calabria sempre più lunga che nel resto d’Italia.
Tuttavia mi son fatto spiegare alcune cosette che riguardano la tradizione Ortodossa a Pasqua:

La Pasqua è per i cristiani ortodossi la festa più importante dell’anno liturgico, la Resurrezione del Signore che coincide con il risveglio della natura e invita a un profondo rinnovamento dello spirito umano.
Lo scorrere del tempo non è un movimento continuo e ripetitivo, ogni anno il miracolo della Resurrezione si pone come un nuovo inizio che coinvolge tutto l’universo esistenziale umano. Nella tradizione ortodossa tutto il creato si prepara al grande evento, la natura, in ogni sua forma diventa un gigantesco filtro che aiuta l’uomo nel processo di purificazione. Questo processo inizia con la Quaresima che consiste nell’osservanza del digiuno confortato dalle preghiere e da una accurata pulizia delle case, da parte delle donne, delle stalle, degli attrezzi e l’inizio dei lavori agricoli , da parte degli uomini. Il Giovedì Santo è dedicato alla raccolta della legna, alla pulizia dei cortili e all’uccisione dell’agnello. Le donne, in questo giorno, preparano la pasca (dolce tradizionale) e dipingono le uova; una volta lo facevano con tinture vegetali. “Le uova rosse” non mancano mai dalle nostre tavole e su quest’argomento sono fiorite molte leggende: Si dice che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al Figlio morente si siano colorate di rosso.
Un’altra leggenda racconta che, mentre i Farisei festeggiavano la morte del Cristo, dicevano con scherno: “ quando questo gallo di cui ci nutriamo riprenderà a volare, e le uova sul nostro desco diventeranno rosse, allora risusciterà Gesù”.Finite queste parole, le uova diventarono rosse e il gallo comincio a svolazzare.
L’uovo, per noi, è simbolo di rigenerazione e di purificazione.
La tradizione popolare attribuisce alle uova rosse poteri traumaturgici: i bambini, nel giorno di Pasqua, si lavano il viso con acqua, nella quale è stato immerso un uovo tinto di rosso e un soldo d’argento.
Il Venerdì Santo è giorno di digiuno assoluto. Si crede che coloro che lo osservano beneficeranno di buona salute e di fortuna per tutto l’anno.
Si crede anche, che, nel Venerdì Santo, coloro che si immergeranno tre volte nell’acqua fredda godranno di buona salute.
Il Venerdì Santo, se piovoso è di buon augurio per un’annata ricca di raccolto, se di clima asciutto, prevede un anno arido.
Nel giorno di Pasqua si indossano abiti nuovi come simbolo di purificazione.
Il pranzo riunisce tutta la famiglia e dalla tavola non possono mancare: uova rosse, ricotta di pecora, copollotti e ravanelli, una torta salata ripiena di interiora di agnello, arrosto di agnello, la pasca.
Il saluto che ci si scambia dal primo giorno di Pasqua fino all’Ascensione, e un’espressione di giubilo: “ Cristo è risorto “ E’ vero che è risorto”.
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Salutamu tutti i cumpari!!

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